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In solidarietà con la resistenza palestinese, questo libro parla di giustizia riproduttiva da una prospettiva femminista e anticoloniale, e lo fa confrontando due pratiche di riproduzione assistita: la riproduzione postuma (PAR) e il contrabbando del seme.
La prima, una tecnica sofisticata che consente l’impiego dello sperma di soldati israeliani morti sul campo, è promossa per rafforzare il suprematismo coloniale. La seconda, facendo evadere il seme dei prigionieri palestinesi dalle carceri con mezzi di fortuna, si spinge ai limiti dell’impossibile per ritornare al possibile, e restituisce giustizia e respiro alla vita palestinese sotto assedio.
Torniamo a scrivere a qualche mese dalla pubblicazione di Spermopolitica. Giustizia riproduttiva e resistenza in Palestina, dentro quello che è stato definito un regime di guerra globale. Torniamo a scrivere dopo che, il 18 giugno 2026, le Nazioni Unite hanno pubblicato un report intitolato “The essence of childhood has been destroyed”: Israel’s deliberate targeting of Palestinian children in the Occupied Palestinian Territory since 7 October 2023: un report in cui i “saperi esperti” riconoscono le strategie sioniste volte a «pianificare la distruzione biologica della continuità palestinese».
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